Di solito, durante le vacanze si tende a dimenticare volentieri tutto quello che si sa sul mangiare equilibrato  per indugiare verso alcuni cibi preferiti.

 Se, per queste vacanze estive,  hai deciso di pensare e agire in modo diverso vuol dire che hai già fatto tuo un buon piano alimentare cambiando il modo in cui ti avvicini al cibo. Hai deciso, che durante questo periodo, sarai più consapevolezza e getterai fuori dalla finestra i sensi di colpa.

Da tempo, considero le diverse festività che si susseguono durante l’anno delle opportunità per nutrire il mio corpo e il mio spirito, anche di fronte alle mille tentazioni. Mi prendo molto più cura di me stessa: riposo di più, dedico più tempo alla lettura di romanzi, mi godo la natura e passo più tempo con amici e famigliari.  In termini di cibo, questo significa attenermi il più possibile al mio “piano  alimentare”. L’equilibrio alimentare che ho raggiunto mi soddisfa pienamente perché non è per niente restrittivo e mi permette di godere del cibo in ogni occasione senza sensi di colpa perchè so che rispetto sempre e comunque il mio corpo, le sue esigenze e la sua salute.

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Vivere le vacanze prendendosi cura di sé è il modo per fare ciò che ti fa sentire felice, dichiarare un time out quando ne hai bisogno, molto prima di raggiungere il tuo limite che ti fa sprofondare nel pentimento subito dopo.

Un ottimo modo per iniziare le tue vacanze è creare il tuo elenco delle cose “da non fare”. Prima, avevo una lunga lista di cose da fare, ma leggendo il libro di Danielle Laporte ho capito che una lista di “cose che non voglio” è altrettanto importante. 

Nella mia lista quest’anno:

-niente ricette complicate, voglio godere dei frutti della terra che la Calabria mi offre nel modo più semplice possibile così da godere del loro vero sapore.  

-niente pensieri su “cosa mi porto al lavoro” da cucinare o preparare il giorno prima 

-niente tempo ad oziare ma più passeggiate al mare. Questo è un rituale che ho inserito e lo adoro perchè mi permette di tenere attivo il mio metabolismo.

-niente privazioni ma solo scelte consapevoli che sono entrate a far parte del mio stile di vita.

Detto questo, evitiamo di nutrirci privandoci  ma iniziamo ad indugiare in cose che ci nutrono veramente. Invece di lamentarci di tutti i cibi delle vacanze che non dovremmo mangiare,  concentriamo  sulle prelibatezze che possiamo gustare e che sono veramente nutrienti. Esiste un numero sorprendente di tali cibi!

Molti chiamano questa mentalità nei confronti del cibo: libertà alimentare, io lo chiamo “equilibrio alimentare”.

La libertà alimentare funziona in vacanza?

Ho iniziato a sentire questo termine prima di approcciarmi alla Mindful Eating e all’inizio ho pensato alla libertà alimentare in un senso più letterale, che sei libero di mangiare quello che vuoi quando lo vuoi senza preoccuparti molto; da nutrizionista non nego che non ne ero molto convinta. Ma in realtà è esattamente il contrario. Ho indagato meglio sul significato andando a cercare chi di questo approccio ne ha fatto una filosofia di vita e mi sono imbattuta in Melissa Hartwig autrice del libro “Food Freedoom”, di cui ne consiglio la lettura.

Ecco come riassume lei la definizione di libertà alimentare: è sentirsi in controllo del cibo che mangi, invece che sia il cibo a controllare te. Si tratta di indulgere quando ne vale la pena, di passare quando non lo è e di non sentirsi mai in colpa o vergogna per farlo. Si tratta di togliere la moralità dal cibo e riconoscere che non sei una persona “buona” o “cattiva” in base a ciò che hai scelto di mangiare. 

Mi piace molto questo concetto, perché può liberarci dai continui pensieri sul cibo come: Non avrei dovuto mangiarlo”,  “Perché ho mangiato così tanto” “Adesso non dovrò mangiare quell’ alimento per il resto della giornata…” (ti suonano familiari vero?)

Questi pensieri ricorrenti sono difficile da allontanare dalle nostre menti perché non si tratta solo della nostra relazione col cibo ma anche di quella con la nostra  immagine corporea. 

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Ma l’idea di “libertà alimentare” ha molti strati, e raggiungerla può essere un viaggio con noi stessi perchè si tratta di uscire dal modo in bianco e nero di pensare al cibo come “buono” o “cattivo”. Le vacanze possono essere un incentivo per iniziare questo viaggio in quanto siamo più lenti, ci sentiamo più in pace con noi stessi e abbiamo più tempo da dedicarci. 

Ci sono dei passi pratici che tutti possiamo intraprendere per raggiungere la nostra libertà alimentare rendendoci dei mangiatori  più consapevoli  e fornendoci quella libertà che arriva quando ci rendiamo conto che la nostra autostima non è legata all’immagine del nostro corpo, alle scelte alimentari o a quanto ci alleniamo perché tutto inizia con l’accettazione di se.

Come la libertà alimentare può cambiarci?

Studiando la Mindful Eating sono arrivata a comprendere che la “libertà alimentare” è la capacità di essere flessibili con le proprie scelte alimentari e di utilizzare i nostri valori (ad esempio la Salute) per aiutarci a determinare ciò che conta veramente per noi;  quando otteniamo la libertà alimentare sentiamo un enorme potere perché togliamo l’enorme pressione che esercitiamo sulla parte esterna del nostro corpo e iniziamo a fidarci del sul processo interno (il corpo è sapiente ma bisogna saperlo ascoltare), 

Come iniziare a cambiare la propria mentalità intorno al cibo?

La cosa migliore da fare è iniziare a notare davvero i pensieri sul cibo. Molti di noi hanno paure alimentari o pensieri concreti (direi a volte veri e propri dogmi)  su cosa/quando/quanto mangiare. Se iniziamo ad analizzarli e a verificarne la veridicità  possiamo iniziare a costruire la nostra saggezza interiore (termine moderno per indicare la consapevolezza). Il nostro corpo non si è evoluto così velocemente come quanto noi abbiamo cambiato le nostre abitudini alimentari, se lo ascolti ti dirà esattamente come nutrirlo, cosa ne aumenta l’energia e cosa al contrario lo stanca e lo rende debole, ma prima devi imparare ad ascoltarti.

Personalmente credo che questo approccio funzioni solo se ci concentriamo, fin dall’inizio,  anche sull’educazione alimentare, poiché penso che il modo migliore per liberarsi dalle paure alimentari sia capire e conoscere il cibo. Quando ci immergiamo nella scienza (in modo semplice), l’atto del mangiare per nutrirsi diventa molto più facile perché più consapevoli della sua importanza per il nostro benessere.

Come possiamo goderci le vacanze senza esagerare?

Non credo che la soluzione sia indulgere cioè cedere al piacere solo perchè in vacanza. Piuttosto dovremmo imparare a non considerare alcuni alimenti troppo speciale tanto da volerne a tutti i costi assaggiare o a volte abbuffarci per poi sentirci in colpa. 

“Iniziamo a pensare al mangiare come un atto di responsabilità con noi stessi perché il suo scopo è nutrirci”

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-Decidi cosa ami. Se hai più scelte e sei confuso impegnati in una cosa che davvero vuoi e rimani concentrato su di esso. Ami le lasagne? Bene! Prendile e sii entusiasta di mangiarli. Dai un’occhiata al menù, decidi cosa ami veramente e salta le cose che non ti entusiasmano. 

-Lasciati guidare dal tuo corpo e ricorda che solo i primi morsi sono per piacere quindi sintonizzati su quei primi morsi del cibo preferito che hai scelto. Presto ti renderai conto che il sapore si è attenuato e non è neanche lontanamente intenso come quel primo morso.

-Se hai intenzione di mangiare senza pensare, assicurati che sia qualcosa di nutriente. Non è piacevole, dopo un pasto, avere quella sensazione di pienezza nello stomaco senza aver nemmeno veramente gustato il pasto.

-Mangia, divertiti, sii allegro: dopotutto, è questo che significano le vacanze.

Come possiamo non cadere nell’indulgenza tipica delle vacanze?

Passaggio 1. Non essere indulgente

Chiamando la nostra voglia irrequieta verso un determinato cibo indulgenza, stiamo dando a quel cibo un potere tremendo, ricorda che il cibo è solo cibo. Alcuni sono più nutrienti, altri meno. Quelli che sono “meno nutrienti” non hanno bisogno di essere trattati in modo speciale.

Passaggio 2: mangia lentamente

Non possiamo mangiare tutti i pasti lentamente perchè il tempo in vacanza, per fortuna, non è solo cibo ma anche conversazione e risate con le persone con cui decidiamo di circondarci. 

Ma, all’inizio di un pasto, vai piano in modo da poter effettivamente sentirne il piacere e usare la tua voce interiore per calmare il senso di colpa. Solo così passi il potere dal cibo a te stesso.

Passaggio 3: inizia a notare i cambiamenti

Ora che stai andando piano, inizia a notare i cambiamenti. Ascolta il tuo centro del piacere e la tua mente, potresti scoprire che alla fine non stai provando più quel piacere dei primi morsi come quando hai iniziato a mangiare.

Passaggio 4: decidi quando ne hai abbastanza

Quando ne hai abbastanza, fermati. Senza pentimento e alcun senso di colpa ma con la gioia di aver goduto di quel pasto.

Conclusioni ma non troppo….

 Ogni volta che penserai al cibo con senso di colpa o con bramosia, stai dandogli del potere che nella realtà non ha. È solo un pasto e non vale la pena sentirsi in colpa per tutto il tempo successivo.

Ricorda cosa significa veramente una vacanza: la possibilità di rilassarsi, abbassare il cortisolo, ripristinare il tuo ritmo circadiano con un sonno rigenerante e stare con altre persone per una sana dose di ossitocina. 

Ora tocca a te: Quali sono alcuni dei tuoi rituali delle vacanze  che ti mantengono sulla via del benessere? quali sono le tue indulgenze preferite nelle vacanze, che tenterai di modificare in una versione più sana? 

Ti auguro di Nutriti di Salute

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